News

06/03/2017 18.45.14

Arturo Severini il 10 marzo

a Gravellona Toce.

03/03/2017 19.13.09

HAI UN ROMANZO NEL CASSETTO CHE PARLA DI MARE? Fallo partecipare al premio Casinò di Sanremo Narrativa inedita 2017. Potresti vincere la pubblicazione. Invia il tuo romanzo a m.taruffi@casinosanremo.it entro il 31 maggio!!

Leggi il BANDO su
https://www.facebook.com/Premio-Letterario-Casin%C3%B2-di-Sanremo-Antonio-Semeria-1503725286580375/

28/02/2017 13.20.07

Recensione de LE STELLE DI SREBRENICA su opinionierecensionilibri.it

I romanzi che narrano di amicizie femminile non annoiano mai, è incredibile quante e quali sfaccettature l'universo femminile si in grado di mostrare al lettore. Daniela Quadri ha il talento di raccontare una storia forte con delicatezza e tracce di ironia e ci fa appassionare alla storia, tanto da immaginare che un giorno riusciremo anche noi ad incontrare Marta e la sua amica Elma, che potremo stringere loro la mano e complimentarci per i traguardi raggiunti, per il messaggio che trasmettono, l'amicizia che hanno creato. Marta è una giornalista italiana, totalmente dedita alla sua carriera. sembra non avere nulla in comune con Elma, bosniaca sfuggita dalla guerra in Jugoslavia, con la sua bambina Nadia, eppure il loro incontro sembra scritto nel destino e la forza della loro amicizia diventa per il lettore insegnamento di integrazione, rispetto e solidarietà. Una storia difficile e dolorosa, per lettori sensibili e desiderosi di un mondo migliore. La scrittrice ci fa pensare che il coraggio e l'accettazione possano un giorno prendere definitivamente il posto della guerra e dell'intolleranza.

28/02/2017 13.18.45

A Strambino (To) il 3 marzo Arturo Severini

e il suo nuovo libro...

28/02/2017 11.39.00

Leucotea-Project presenta il nuovo romanzo di Marzia Astorino “Dietro le apparenze”.

Un incontro tra quattro donne diverse che mettono a confronto i loro mondi tra segreti e misteri.

Anna la giornalista, Silvia la modella, Alessandra avvocato e Samantha parrucchiera si conosco dai tempi del liceo anche se hanno preso strade differenti.
In occasione di un aperitivo organizzata dalla bella ed acclamata Silvia le quattro donne riallacciano il loro rapporto.
Durante la narrazione il lettore scoprirà le gioie e i turbamenti di ciascuna, anche quelli celati nel profondo della loro intimità.

Samantha ha lasciato gli studi per aprire un negozio di parrucchiera e vorrebbe una famiglia: sposarsi e avere dei figli con il compagno di sempre che invece rimanda di anno in anno, fuggendo dal loro rapporto. Alessandra è diventata una brillante e risoluta avvocatessa penale, ma non riesce ad essere così forte nella vita privata dove fragile cerca disperatamente di avere un figlio. Silvia è una ragazza copertina, fidanzata con il modello più ricercato, con una vita invidiabile, almeno apparentemente, perché non sempre ciò che vediamo dall'esterno corrisponde alla realtà.

Anna, la protagonista, è una giornalista di cronaca, sposata con due figli. Ha una vita felice, ma come più spesso accade non riusciamo a dare valore a ciò che abbiamo e tutto diventa scontato e poco appagante. 
Sarà il suo lavoro a portarla nella vita di Roberta, una donna mite accusata di uxoricidio. Con il suo istinto infallibile e l'aiuto di Matteo, suo collaboratore e amico inseparabile, scaverà a fondo nella vita della donna, cercando affannosamente la verità.

Marzia Astorino, nata a Monza nel 1976, vive in una cittadina della Brianza, Lissone, con il marito e il figlio di sei anni. Lavora nel settore amministrativo di un'azienda farmaceutica. Esordisce con "Emma" nel 2006, pubblica "Diario Endometriosi-Mai più sola" nel 2008, nel 2014 esce "Un posto chiamato casa". Negli anni ha scritto diversi racconti per adulti e per bambini da cui trae anche sceneggiature per cortometraggi e recite scolastiche.

28/02/2017 11.35.36

Venerdì 3 marzo

Marina Salucci  a Genova...

24/02/2017 10.29.49

L'amore è sempre la causa di Luca Bertelli, recensione di Mara Bottoni.

Un viaggio, una conversazione attorno ad un tavolo, la vista dei mulini, la collina dalle pietre bianche, il giallo delle alture dove sparisce il sole, il lieve fruscio della vespa in un viaggio dove il sole toglie ogni energia, perché a quelle temperature è sconsigliabile viaggiare in Vespa.
Questi e altri istanti preziosi, colti nella loro immediatezza e assaporati in tranquillità, vanno a comporre l'incantevole libro, un racconto.
Un libro sorprendente in cui Bertelli si soffermava con delicatezza e charme a indagare i piccoli piaceri della vita con questo primo suo volume partendo proprio dal minimo e dell'ordinario per far emergere finalmente qualcosa di nascosto.
Il protagonista o se vogliamo chiamare l’eroe di una esistenza sotto radice quadrata, anonima e si sospetta anche felice, come può esserlo una vita che non ha (o ha rinunciato alle) grandi passioni o grandi disegni. Dietro tutta l’apparenza delle persone, di due persone che hanno voluto dedicarsi quel tempo, per esporsi fuori anche dal contesto, e che a volte rischia di chiudere tutto dentro ad una stanza. 
Tanto in quella piccola stanza, qui il protagonista ama pensare e schermarsi e forse proprio perchè in quella stanza lui si sente tanto al sicuro anche in una notte senza luna.
Sicuro e protetto da tutte le fragilità che si porta dentro rispetto al viaggio che ha e sta intraprendendo e che inaspettatamente, durante lo stesso, qualcosa sente sta cambiando, la scena. Forse è solo l’arredamento di qualche stanza d’albergo, ma forse è quel qualcosa in più, di inaspettato che lo accompagna e lo spaventa. 
Il chiedersi di fallimenti passati, o di tradimenti, perché in questi ultimi si intravede una dignità, senza giudizi, risultandone un percorso anche drammatico in cui chiunque di noi, a un certo punto della sua vita, può venirsi a trovare.
Tradire un amore, tradire un amico, tradire un'idea, tradire un viaggio, significa infatti svincolarsi da un'appartenenza e creare uno spazio di identità non protetta da alcun rapporto fiduciario, e quindi in un certo senso più autentica e vera. 
Nasciamo infatti nella fiducia che qualcuno ci nutra e ci ami, ma possiamo crescere e diventare noi stessi solo se usciamo da questa fiducia, se non ne restiamo prigionieri, se a coloro che per primi ci hanno amato e a tutti quelli che dopo di loro sono venuti, un giorno sappiamo dire: "Non sono come tu mi vuoi". Allora si esce da quella stanza d’albergo tanto protetta per trovare l’altra parte di noi, quella vita parallela, tra campi gialli delle colline e quella luce del pomeriggio che precede il buio.
Il libro non è né un racconto né una narrazione in senso stretto, piuttosto una suite in cui si susseguono, come i giorni, brevi scene che danno il resoconto della sua vita apparentemente senza lampi: dalla benzinaia, dal portinaio, dalle conversazioni inaspettate, nelle strade che percorre con la vespa a passeggio in questa Spagna che tanto ama.
La tecnica di Bertarelli è una forma di tipo narrativo: piccoli tocchi a mano leggera e dove si sente spirare il venticello della poesia.
A volte capita. 
Questo è un Bertelli che mi scompare tra lo spessore del libro, sommerso e disperso tra riflessioni, piaceri e stupore.
Parla dei sommi e piccoli piaceri della vita non senza originalità: l’incontro voluto sperato e concesso; i mulini che cercano di girare anche con poco vento sentendo quei rumori tristi di cigolii e dove l’unica cosa che conta davvero del luogo è quella splendida donna; le feste, il ballo dove la musica ti costringe a battere un piede a terra per dare il tempo alla danza; e via discorrendo. 
Tra piaceri che conosciamo bene ed altri che non noteremmo se Luca Bertelli non ci mettesse un sasso sopra, la felicità è la piccola cosa che riesce a far emergere nelle varie stanze di questi alberghi tra l’entrare e uscire da questi contenitori e incontrare il paesaggio. 
Eppure è la nostra capacità di godimento che determina felicità grandi e piccole in piccoli viaggi che il protagonista percorre per raggiungerla o solo sfiorarla.
Esiste una casistica delle felicità, ma impera il filtro individuale delle stesse. 
Senza di noi, singoli, individui, non esiste la felicità e la casistica diviene una curiosità lontana dalla (nostra) realtà.
Come il glutine per i celiaci. A riprova che la percezione globale è soltanto cultura intorno ai luoghi comuni, abito mentale, adeguamento alla legge, ma è il singolo ad essere l'unico artefice del "suo" godimento.
Sull’amore, invece, ho dei dubbi.

24/02/2017 10.26.00

Sabato 4 marzo ore 16,30 LUGO, presso sala convegni Fondazione Cassa-Monte, via Manfredi n. 10

Giorgio Sabattini presenta il suo ultimo lavoro: "Borderline", il romanzo giallo noir che descrive la "discesa agli inferi" dell'ispettore Magrino alla caccia di un assassino seriale che mette in scena i suoi crimini ispirandosi alle opere presentate alla mostra "Borderline" realizzata a Ravenna nel 2013.

23/02/2017 13.33.23

Edizioni Leucotea compie 6 anni.

E' infatti stata costituita a Sanremo il 23 febbraio 2011. 
Auguri!

23/02/2017 10.43.27

“L’ amaro sapore dei fichi secchi. Urla di memoria” di Annamaria Zito su benesseresessualeblog.wordpress.com

“L’ amaro sapore dei fichi secchi. Urla di memoria” di Annamaria Zito, attraverso la prosa delicata, sensibile e mai scontata, affronta i feroci fatti delle “marocchinate”.

Gli occhi e il sentire di Maria, una bambina, vivono i momenti drammatici della seconda guerra mondiale, della morte e della violenza. Sono ricordi che si tramandano nel tempo e arrivano sino ad oggi, disturbano il sonno, la serenità, l’alimentazione. È necessario riprendere quegli episodi per ritrovare l’equilibrio e la forza di andare avanti.

Le truppe magrebine del generale Alphonse Juin (Corpo di spedizione francese – CEF), il 14 maggio 1944, attraversando i monti Aurunci, aggirarono la difesa tedesca tanto da consentire agli inglesi di sfondare la linea Gustav e procedere fino alla linea di difesa successiva. Pare che in seguito a questo successo i soldati francesi ebbero cinquanta ore di “libertà” e il “diritto di preda”. Si verificarono saccheggi e violenze. Molti furono contagiati da sifilide, gonorrea ed altre malattie sessualmente trasmesse. A seguito delle violenze furono registrate molteplici gravidanze e decessi.

La deputata del PCI Maria Maddalena Rossi, in una seduta alla Camera del 7 aprile 1952, denunciò circa seimila casi di violenze nella provincia di Frosinone; successivamente nel 2011, l’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate diffonde una stima aggiornata dello stupro di massa dal quale emergono ventimila casi accertati di violenze, molte donne però, a causa di vergogna o pudore, preferirono non denunciare.