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21/03/2017 14.04.53

In libreria “Quella mattina” il romanzo d’esordio di Laura Codegoni.


Pubblicato per i tipi Leucotea la narrazione ci riporta al Veneto rurale del dopoguerra.
 
Sono tanti i personaggi che si affacciano in questo libro e partecipano alla narrazione corale di vite che si intrecciano.
Una ragazzina che si affaccia alla vita, una nonna resa impossibilitata a muoversi da un ictus ma che non perde la propria lucidità, un maresciallo dei carabinieri originario del sud Italia con talenti profetici, un’ex prostituta che cambia vita con l’aiuto di un uomo maturo e benestante, un omicidio o forse no: tutte vicende che si concatenano con la saggia presenza di personaggi disincantati e assennati nella loro semplicità.
 
Come spesso accade sono maggiormente le cose non dette che quelle raccontate a far sì che il destino prenda pieghe inaspettate.
 
Laura Codegoni è nata a Milano nel 1966 dove esercita la professione di odontoiatra, è madre di due figli, è membro fondatore e presidente di un’Accademia che si occupa di laser in odontoiatria.
Si diletta a scrivere attingendo da vicende personali o raccontatele dai numerosi pazienti che si sono susseguiti negli anni della sua carriera professionale.

 

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Vuoi pubblicare con noi? Invia il tuo manoscritto all'indirizzo edizionileucotea@edizionileucotea.it, corredati di sinossi e di un breve profilo biografico ed eventualmente letterario.

Ti aspettiamo.

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Roberto Pecoraro e LEGGERA COME L'ABISSO

 Milano il 18 marzo.

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L'AMORE E' SEMPRE LA CAUSA

di Luca Bertelli anche su
http://www.kmparoleinvespa.tk/

16/03/2017 13.23.13

DIO DEL CEMENTO di Alessandro Pedretta

recensione su
https://ilbicchierediversoblog.wordpress.com/2017/03/15/dio-del-cemento-di-alessandro-pedretta/

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Genova 16 marzo presentazione

alla Biblioteca Cervetto (via Jori n. 60) del nuovo libro di MANUELA ROMEO "Bianca ha un piano".

13/03/2017 12.33.08

Sabato 18 marzo al Turnè di Monza (via Bergamo 3)

Marzia Astorino e il suo nuovo libro DIETRO LE APPARENZE.

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Gli e-book di Edizioni Leucotea

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Recensione de LE STELLE DI SREBRENICA su opinionierecensionilibri.it


DESCRIZIONE

Le vite di Marta, giornalista freelance brianzola ed Elma, donna bosniaca dipendente di un salone di bellezza in Brianza, si incrociano a seguito di un evento che solleticherà lo spirito giornalistico di Marta.
Quello che le due donne non possono immaginare è che il loro legame era cominciato, a loro insaputa, molti anni prima.

LASCIO CHE IL LIBRO SI PRESENTI

LEI TI STA OSSERVANDO: La pelle diafana, che si intravedeva appena sotto l’attaccatura dei capelli sfilati a rasoio dall’intenso color cioccolato, ebbe un sussulto come al passaggio di un improvviso alito di vento.
Marta si girò di scatto.
Nessuno. Non c’era nessuno nella strada a parte lei.
Eppure non era la prima volta che quella sensazione, epidermica e sfuggente, la faceva trasalire togliendole, per un attimo, il respiro
.
HANNO BISOGNO DI TE: “Abbiamo bisogno di qualcuno che riesca a farci conoscere e a dar voce alle necessità delle persone Down.
Dalla nascita alla scuola e al lavoro è tutta una strada in salita. Anzi peggio, se è già in salita per le persone normali, per quelle che sono considerate diverse è una scalata di settimo grado!”
Si fece sentire Stefania.
“I nostri figli non devono essere abbandonati. Noi da soli non ce la facciamo, anche se ci mettiamo tutto il nostro amore e impegno, materialmente le spese sono tantissime.”

LEI: Nadia, con il suo sorriso così vasto e abbacinante e col suo fluido d’amore l’aveva poco a poco incantata.
L’aveva resa più forte e consapevole. Le aveva insegnato a vedere la vita in un modo diverso, a dare valore alle cose che contano davvero. A riconoscere ciò che è vero, sano e buono. Come l’amicizia e l’affetto di pochi, contro le tante false promesse di quelli che avrebbero voluto approfittare della situazione per una campagna elettorale o per una referenza in un luminare curriculum di studi.

CHI HA PRESO NADIA? “Marta! Cosa è successo?” Rispose all’altro capo una voce nota.
“Tony!!! Nadia è… è sparita!” Riuscì a spiegare.
“Dove sei?”
“Alla piscina del Centro Body Life”
“Non muoverti, sto arrivando”
Anche volendo non avrebbe potuto fare un passo in più, tanto le gambe erano diventate rigide sotto il peso dell’adrenalina che scorreva a mille.

E TU CHI SEI?: Avevo stretto amicizia con un paio di ragazzi della mia età, un’amicizia che probabilmente non avrebbe avuto ragione di esistere nella vita di tutti i giorni, tanto eravamo diversi per carattere, estrazione e ambiente sociale.
Ma la guerra annulla tutte le differenze tra gli uomini, nel bene e nel male e fa emergere l’istinto primario di fare gruppo per sopravvivere, per unire le forze e farsi coraggio nel combattere la paura della morte, che qui è così vicina da poterne sentire il fiato greve e soffocante.

LA MIA OPINIONE SUL LIBRO

Non è facile descrivere le sensazioni che ho provato durante questa lettura, ma ci proverò.
Comincio con il dire che non è un libro, ma sono almeno tre libri diversi che con grande maestria l’autrice è riuscita a miscelare facendoli diventare un’unica bellissima storia.
Dico questo perchè il libro tocca vari argomenti, storie diverse che poi convergeranno tutte verso un unico punto. Ma il bello è che ognuna di quelle storie sarebbe appassionante anche da sola.
Vi è mai capitato di leggere libri con salti temporali?
In genere sono impostati con un capitolo sul presente e uno sul passato, e, diciamoci la verità, per quanto appassionante possa essere il libro c’è sempre una delle due parti che preferiamo di più e alla quale non vediamo l’ora di tornare.
Con questo libro, ciò non accade, perchè ognuna delle sue parti vi appassionerà e prenderà completamente.

Marta è una giornalista freelance con una vita lavorativa soddisfacente e familiare un po’ meno.
Rapporto difficile con la sorella, succube del dispotico marito, ma amata dal nipotino a cui si dedica ogni volta che può.
Ha un rapporto non ben definito con il carabiniere Nardone da cui riceve informazioni utili per il suo lavoro.
Nella sua vita entreranno Elma e Nadia, madre sola, ex moglie di un malavitoso bosniaco e sua figlia affetta dalla sindrome di Down.

Proprio a causa dell’ex marito di Elma, le due donne si incontreranno e diventeranno profondamente amiche. Elma troverà in Marta un’amica preziosa, che la aiuterà a gestire la vita non semplice di Nadia. Marta dal canto suo, cercherà di proteggere Elma e la piccola Nadia dal pericolo che si sta per presentare sulla loro strada.

Ma non tutto fila liscio e un giorno, purtroppo, le loro vite verranno sconvolte e da quel momento anche noi lettori entreremo in un mondo di cui conosciamo l’esistenza, ma che a volte preferiamo ignorare.
Perchè si sa, quando le cose succedono agli altri, quando le cose succedono lontano dai nostri occhi e dalle nostre orecchie, è facile ignorarle o far finta che non siano mai accadute.

Facciamo così per reale disinteresse o  perchè abbiamo paura del male che la consapevolezza della realtà ci potrebbe fare?

Quando sentiamo di una ragazzina che viene abusata, violentata… a cosa pensiamo?
E’ egoistico pensare “grazie a Dio non era mia figlia, mia sorella…”?
Quando sentiamo di un bambino rapito?
Quanta ansia, ci teniamo informati, ci pensiamo per un po’, poi…
E quando invece sentiamo dei morti in guerra?
Figli, fratelli, padri, mariti di qualcuno… ma fortunatamente non i nostri…
La verità è che, per quanto ognuno di noi sia dotato di animo caritatevole o di forte empatia, sono rari i casi in cui non basti qualche giorno per far volgere la nostra mente altrove se la cosa non ci coinvolge personalmente, perchè la vita è così.

Perchè sto scrivendo tutto questo?
Perchè questi sono solo alcuni dei quesiti che la lettura di questo libro mi ha suscitato.
Le stelle di Srebrenica non si limita a raccontare la storia di fantasia di Marta ed Emma, ma ci porta nella realtà, negli orrori del genocidio avvenuto durante la guerra in Bosnia – Erzegovina sbattendoci in faccia tutta la crudeltà di cui l’uomo è capace.
E’ strano, quasi surreale pensare che anche persone capaci di tali mostruosità sono figli, mariti, padri o fratelli di qualcuno.

Mi sono agitata, arrabbiata, mi sono venuti i brividi, ho provato schifo e vergogna per gli abominevoli gesti inflitti a delle povere anime innocenti, ansia e commozione nella consapevolezza che tutto ciò è realmente accaduto, neanche così tanto lontano da noi.

 

Quel giorno d’estate del 1995 lupi assetati di sangue, come quelli guidati dal sergente Milan Lukic,
calarono su Srebrenica e dilaniarono decine di migliaia di civili musulmani.
File interminabili di uomini disarmati, dai quattro agli ottant’anni, erano stati separati
dai miliziani e i musulmani deportati nelle zone predisposte per l’orrendo macello.
Corpi violati e profanati, che non avrebbero mai conosciuto il riposo della sepoltura,
ammorbavano l’aria ammassati in fosse comuni senza fondo.
Negli anni successivi ruspe, camion e uomini armati di pale avrebbero avuto
il compito di rivoltare la terra nelle oltre ottanta fosse comuni della Bosnia
orientale e di spostare anche di chilometri quel che rimaneva di quei corpi,
a cui neanche il test del DNA a cui vennero sottoposti avrebbero ridato un nome,
un’identità.
Sotto un cielo di stelle cadute le strade smembrate riecheggiavano
ancora degli ululati dei predatori.