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19/09/2019 11.32.06

Filippmarlowe e il caso del marito scomparso di Luana Ravecca

Filippmarlowe torna con un nuovo e coinvolgente caso investigativo!

Riusciranno Tony Costa e Filippmarlowe a sbrogliare l’intricato “gomitolo” di indizi?
Filippmarlowe e Tony Costa, la più improbabile tra le coppie di investigatori, torna con una nuova entusiasmante avventura. Un pomeriggio di una giornata di Primavera meteorologicamente incerta, una donna (Più truccata del mazzo di carte di un baro. Capelli lunghi e ossigenatissimi, ciglia finte, ombretto pesante, labbra e unghie rosso fuoco) si rivolge alla Costa Investigazioni per ritrovare il marito scomparso. Tony comincia svogliatamente a indagare su quella che sembra essere una banale storia di corna ma, in men che non si dica, si ritrova coinvolto in una vicenda più grande di lui. Toccherà a Filippmarlowe tirarlo fuori dai pasticci.
Luana Ravecca spezzina di nascita e milanese di adozione è una scrittrice, fumettista ed enigmista. Svolge inoltre l’attività di educatore culturale e di collaboratore editoriale lavorando per varie agenzie. Alle mansioni strettamente editoriali affianca quella di curatrice di mostre multisensoriali. Vive a Milano nello storico quartiere di Porta Romana con il marito Achille. Si dichiara “gattodipendente”. Filippmarlowe e il caso del marito scomparso segue Omicidio nel Golfo, il suo romanzo di esordio e, come il precedente, è un omaggio semiserio a Raymond Chandler e Natsume Sōseki.

TIPOLOGIA DI ROMANZO
Il romanzo è  un giallo parodistico che  si  ispira tanto a Raymond Chandler e al suo investigatore Philip Marlowe, quanto a Ntsume Sosēki e a quello che probabilmente è il suo romanzo più famoso: “Io sono un gatto”. Nonostante le premesse non si tratta di un semplice remake o di una critica all’operato di questi insigni scrittori (dio me ne guardi…) bensì di una pura e semplice parodia che procede sempre sul filo del rasoio cercando di non cedere al grottesco e al caricaturale più scontato. I personaggi sono volutamente estremizzati, agiscono e parlano come gli eroi, o meglio, gli anti-eroi dell’hard-boiled. Gesti, parole ed espressioni sono spesso macchiettistici, ma funzionali alla storia e, se in alcune parti il grottesco trionfa è voluto e non subìto. In altre parole scrivendo questo romanzo ho solo cercato di strappare un sorriso ai lettori con una storia scanzonata e divertente magari da leggere durante le lunghe serate d’inverno sorseggiando una tazza di tè o una cioccolata bollente.

LUOGHI E TEMATICHE
La vicenda  è  ambientata nella città di La Spezia, ma non in una città reale, per luoghi, indirizzi e personaggi, bensì  in una città immaginaria. Mi spiego meglio: non potevo certo collocare le indagini in via del Prione, piazzetta del Bastione e via Genova  senza rischiare di scontentare e offendere i negozianti o gli abitanti delle medesime. Ho pertanto inventato luoghi che richiamino quelli reali. Allo stesso modo il palazzo in cui vive Tony è la somma di alcuni degli edifici che sorgono nella storica via XX Settembre, ma non esiste nella realtà. Questo vale anche per il negozio di parrucchiere delle sorelle Locascio, per il palazzo dei vip spezzini dove vivono Giulio Delnevo e Ginevra Allonicco di Pietrascheggiata, per la bottega di Maria Luisa Colletti, eccetera... Vere sono alcune descrizioni come quella di piazza Verdi o il parco delle Clarisse. Vero il clima generale che si respira in una provincia marinara unica al mondo…