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Titolo:Domati

Autore:Claudio Trobiani

ISBN 978 88 97770 16 9
Brossura fresata
12,90 €
150 pagine

Descrizione:

E se in una notte Roma venisse divisa da un muro invalicabile, dividendo così la città in due parti separate e prive di possibilità di comunicazione tra loro? Così accade a Pietro, giovane romano, che si ritrova improvvisamente solo e spaesato in una città, la sua città, ormai sconosciuta e pericolosa.

Come in una moderna Berlino il ragazzo viene separato da tutto e da tutti: l'amico, la fidanzata e la famiglia rimarranno difatti al di là del muro. Dovrà imparare a cavarsela da solo, proprio come Ezio che finirà in carcere accusato di terrorismo e conoscerà un mondo nuovo in cui solo i più forti riescono a sopravvivere.

Recensioni:

L'aveva appena riportata a casa e la stava guardando mentre raccoglieva borsa e ombrello da sotto il sedile della macchina.

   L'unica luce che la illuminava era quella di un lampione, che proveniva dalle sue spalle, mettendole in ombra il viso, così da nasconderne e mutarne i tratti.

   I suoi occhi sembravano brillare come due piccole fiammelle nel buio.

   La baciò e, dopo che si fu allontanata, rimase ancora qualche attimo proteso in avanti, con l'intenzione di prolungare il più possibile quell'attimo di piacere.

   Provò un sentimento che non aveva mai sperimentato prima: sentiva la sua mancanza, nonostante lei fosse lì in quel momento. L'abbracciò, ne assaporò il profumo e capì che aveva percepito il suo stato d'animo, lo capiva e forse addirittura lo condivideva.

   Improvvisamente si sentì sprofondare nel sedile ed aggiunse alla lista di cose da fare quella di portare l'auto da un bravo carrozziere; anzi da un ottimo carrozziere, dato che sprofondava sempre di più. Ad un certo punto si trovò in una posizione così scomoda che dovette interrompere l'abbraccio. Si voltò allora verso il sedile, accorgendosi che tutta la parte dell'abitacolo dedicata al conducente andava sprofondando sempre di più, portandolo con sé.

   “Salutala.”

   Si girò di scatto verso la propria ragazza, ma non fece in tempo a soddisfare il consiglio del suo istinto: era già un paio di metri più in basso rispetto al sedile del passeggero. Adesso lo guardava dall'alto e l'ultima emozione che riuscì a leggere sul suo volto, solitamente così dolce e raggiante, fu disperazione.

   Iniziò la sua discesa in un buio pesto, a velocità crescente, sempre più velocemente, sempre più buio, buio e veloce, buio e veloce, “salutala”, buio e veloce.

 

Allegati:
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