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Titolo:L'Espresso Letterario

Autore:Luca Ammirati

ISBN 978 88 97770 25 1
Brossura fresata
11,90 €
110 pagine

EBOOK
Epub; Mobi
5,99€

Descrizione:

Rappresentare un ideale spazio di ritrovo tra autore e autori, tra lettore e lettori. Essere uno stimolo per l’intelletto e per la fantasia. Restituire nobiltà ad un genere caduto in disuso. Sono solamente alcuni degli ingredienti alla base de “L’Espresso Letterario”, la rubrica di racconti online curata da Luca Ammirati. Un esperimento unico ed innovativo in Italia in cui il web si concilia con la carta, due stagioni di grande successo e un vasto pubblico di lettori estasiati. Una palpitante galleria di personaggi ed immagini a metà tra la dimensione lirica e la realtà, una fine indagine tra le avventure e le passioni dell’animo umano, una fucina di parole potenti e di finali che lasciano il segno e non si dimenticano.

Questa antologia cartacea include le storie più belle e amate con l’aggiunta esclusiva di alcuni inediti. Da esse filtrano tutto l’eclettismo narrativo, la carica emotiva e il fascino senza tempo dell’elegante poetica dello scrittore sanremese.

 

Recensioni:

Il cielo era una lastra cupa, esattamente come il coperchio di una degna, definitiva, sepoltura. Mandava copiosi scrosci d'acqua, anche se l'uomo non se ne curava minimamente. Tutto quello che fece, nell'attraversare la strada e nell'approssimarsi alla porta, fu tirare all'insù il colletto del cappotto. Una volta entrato nel bar, evitò volutamente di guardarsi intorno e puntò dritto allo sgabello libero, il terzo da sinistra, sopra il quale si arrampicò. Era sfinito, letteralmente distrutto e macerato. Anzi, non sarebbe stato inappropriato definirlo lacerato, perché era una metà di lui, forse anche qualcosa di più della metà, quella che se ne stava andando.

«Che cosa beve?»

Il tizio dietro al bancone lo guardò con occhi vitrei e a tenuta stagna dalle infiltrazioni della compassione. Dunque era quello il luogo, infine. Era lì che presto o tardi capitavano tutti coloro che non avevano più nessun posto dove avesse senso andare.

«Scotch, doppio, liscio.»

Tre parole e nient'altro. Tre parole apparentemente sconnesse, una frase sgangherata da film che aveva sempre sognato di dire un giorno, ancorché in altri contesti. Le luci non erano soffuse, erano basse. La musica non era melodiosa, era tetra. L'atmosfera non era da swing, era da blues.

Il barista lo servì e lui impugnò in una morsa quel gelido bicchiere, rimanendo fermo per un istante a fissarne il contenuto. Era lì dinanzi a lui, tra il dorato e l'ambrato, carico di aromi ricchi e persistenti. Quindi cacciò giù la prima sorsata, abbondante quasi per sfregio. Fu subito dopo che, sentendosi come dentro a un vulcano attivo, gli venne da pensare quanto fosse vero che c'era una stagione per tutto. Amore compreso. L'ineluttabilità del tempo, tema filosofico per eccellenza, quel tempo talvolta terribilmente statico, eppure mai realmente immobile. A volte ti dici “resisti, tieni duro, provaci ancora, non è finita finché non è finita.”

Allegati: