< torna alla lista

Titolo:L'acero delle stelle

Autore:Marina Salucci

ISBN 978 88 99067 02 1
Brossura fresata
13,90 €
172 pagine

Descrizione:

Gialmiro Turani è il miglior programmatore della Frontix: i suoi videogiochi violenti hanno un successo strepitoso. Per questo l’hanno chiamato in sede, ed egli è partito, lasciandosi dietro ogni cosa, compresi gli affetti.

Ma una sera, mentre sigilla le imposte, viene colpito in viso da un ramo d’acero, portato fin lì dal vento inusuale, davvero inusuale per la città di pianura. Questo schiaffo è l’inizio di una crisi fonda, dolorosa, che lo porterà a guardarsi dentro, a scandagliarsi e a non riconoscersi più. Dolorosamente Gialmiro prenderà consapevolezza dell’aridità della sua carriera: per rincorrerla si è ritrovato solo in una città senza vita, che muore ogni giorno nella mancanza di rapporti umani e nelle scelte pericolose del potere. Ormai deciso a non fermarsi, continuerà dunque un lungo percorso in cerca di se stesso e dei sogni smarriti, fino al cammino nel bosco per trovare l’acero, il respiro della vita, il coraggio delle scelte difficili.

 

Recensioni:

Finalmente. Finalmente si era lasciato alle spalle il vento, quel vento insistente che aveva infastidito la città per tutto il giorno. Con un sospiro di sollievo sentì il portone richiudersi alle spalle, s’infilò nell’ascensore e arrivò davanti alla porta di casa.

Nel freddo silenzio serale il rumore della chiave che girava risultò particolarmente sinistro: tutte le barre di metallo che sigillavano la porta rientrarono veloci, la luce si accese e il televisore cominciò a parlare.

Gialmiro entrò e vide nello specchio la sua faccia smorta e stralunata. Colpa del vento, pensò, e passò nell’altro vano.

Stava giusto iniziando il Tg regionale e la prima notizia, a caratteri cubitali e in pompa magna, fu quella dell’inaugu-razione della città-parcheggio del centro, cavallo elettorale del partito **, grande opera per cui si era coperto il fiume che da millenni scorreva indisturbato.

Finalmente, pensò Gialmiro, che da tempo attendeva la notizia di quell’elargizione di parcheggi, e si volse verso lo schermo aspettandosi che un vigoroso sentimento di contentezza gli entrasse dentro. O almeno di corposa soddisfazione.

Ma così non fu.

Un po’ sorpreso pensò che era davvero stanco, e continuò ad ascoltare. Poi andò verso il frigo e cavò dal vano congelatore due scatole, infilò tutto nel microonde e andò in bagno.

Quando tornò le penne erano già arrabbiate e gli spinaci filanti.

Allegati: