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Il caso Calvino

Autore:Antonio Areddu

ISBN: 978-88-907833-1-9
BROSSURA 127 pagine
Prezzo:13,90€

Descrizione:

La poco conosciuta vicenda che vede protagonista Mario Calvino, padre del celebre scrittore Italo, la cui identità fu scambiata con quella di un astronomo russo, che si rivelerà un anarchico e un terrorista. Con il favore della nuova identità Vsevolod Vladimirovič Lebedincev detto “Cirillo”, si inserirà nel panorama politico della Capitale e in quello dei profughi russi presenti in Liguria, fino al suo arresto avvenuto a Sanpietroburgo dopo un fallimentare attentato allo zar Nicola II, che darà vita ad un vero e proprio caso diplomatico.

 

Recensioni:

   Non si comprende molto di questa vicenda se non si restituisce un quadro degli eventi che vanno dal 1900 al 1908, soprattutto avendo come punto di riferimento i personaggi, i movimenti politici, la guerra russo-giapponese (1904 - 1905) e la rivoluzione del 1905.

   In primis dobbiamo fare riferimento a Nicola II che fu incoronato nel maggio 1896. I primi anni del suo regno furono segnati da un riavvicinamento alla Francia, i cui prestiti, insieme all’azione politica del ministro delle Finanze Sergej Julievič Vitte (Tbilisi, 29 giugno 1849 - San Pietroburgo, 13 marzo 1915), consentirono la ripresa economica della sua Nazione. Sotto il Governo di quest’ultimo iniziò la costruzione della Transiberiana e aumentarono le esportazioni di cereali, legno e minerali preziosi. Tuttavia lo Zar si dimostrò insensibile alle condizioni di vita alle aspirazioni dei suoi sudditi. Inoltre condannò gli Zemstvo, assemblee provinciali del popolo, promosse una “russificazione” forzata delle province dell’Impero, e mirò a riunire in un solo gruppo linguistico i vari idiomi nel tentativo di creare una Nazione omogenea, cancellando in questo modo la cultura e le tradizioni locali[i].

   L’Impero zarista si estendeva dalla Russia Europea e, al di là degli Urali, fino alle pianure scarsamente popolate della Siberia e dell’Estremo Oriente.

   Ancora alla fine dell’Ottocento la Russia era un Paese prevalentemente agricolo e la classe principale era quella della nobiltà terriera[ii].


[i] Cfr. A. Wood, La rivoluzione russa, Bologna 1999, p. 11.

[ii] Ivi, p. 9.

Allegati: