< torna alla lista
Il principe piccolo

Autore:Alfred Salomon

ISBN: 978-88-907833-09
BROSSURA 112 pagine
Prezzo:13,90€
eBook
.pdf
Prezzo: 2,49€
Pubblicato: agosto 2012

 

Descrizione:

Questo non è un libro politicamente corretto. Non può esserlo: è stato scritto, con ironia e senso assai critico, dal punto di vista della gente, quindi dal cosiddetto “basso”. E dal basso si può solo sparare in alto, lassù dove stanno i principi, i quali, come noto, su se stessi non brillano certo per sense of humor.
Fondamentali per la storia sono Niccolò Machiavelli e Antoine de Saint-Exupéry: due uomini comuni - perché la Storia è fatta da e di persone normali - divenuti speciali perché hanno lasciato un segno, seppure di matrice diversa. Gli autori vi hanno trovato un nesso e per compiere questo viaggio, in una visione un po' esoterica, hanno utilizzato le rotaie della strada ferrata tracciata da Machiavelli nel suo “Il Pincipe”, mentre “Il Piccolo principe” del de Saint-Exupéry gli ha fornito le traversine. La ghiaia l'hanno messa loro.

Recensioni:

 Questo non è un libro politicamente corretto. Non può esserlo: è stato scritto con ironia e senso assai critico dal punto di vista della gente, quindi dal cosiddetto “basso”. E, dal basso, si può solo sparare in alto, lassù dove stanno i principi i quali, come noto, su se stessi non brillano certo per sense of humor. Peggio per loro. 
Potere, eccesso di potere, abuso di potere; arroganza del potere, potere di vita o di morte, volere è potere. Potere su ogni cosa, sopra ogni cosa, a prescindere da tutte le cose; il potere al popolo o il popolo al potere. Oppure, “Che se ne fa il popolo del potere”, o “Chi darà mai il potere al popolo”. Troppe variabili, troppo complicato: è un affare da politici - o da anarchici- o per altri scrittori. "Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei": parlare di potere è una lettura delle personalità o è l'amara espressione di un pregiudizio? Bella domanda. Il potere è Potere e l'esercizio del medesimo, per noi gente di popolo un po' superficiale e poco esperta di parole e di tecnicismi, prende il nome di Politica. O forse meglio dire politica. La differenza è palese: se la “p” è minuscola vuol dire che parliamo di cose che vediamo, o che conosciamo, o che pratichiamo, o che subiamo; se invece è maiuscola allora è una faccenda da libri di scuola, da istituzioni, da telegiornali di prima serata (che quasi sempre mentono o sbagliano sapendo di mentire, o di sbagliare), e non di cose di tutti i giorni.  Il potere - e la politica - non possono prescindere dall'informazione o, meglio, dal livello di conoscenza che l'opinione pubblica (people) ha sui fatti, sui dettagli e sui reali intendimenti che gli uomini di governo (i sedicenti statisti o padri della comunità) hanno in merito alle situazioni o alle pubbliche - o private - vicende. Senza scomodare ministeri della cultura popolare o concetti di disinformazione, o di  contro informazione, per capire di che stiamo parlando è sufficiente concentrarsi sullo stato di relativa - o assoluta - ignoranza in cui vive la gente al di fuori del Palazzo. (leggi altro)
Allegati:
188.08 Kb